Graziella ci racconta: "Tutti hanno il diritto di essere, vivere ed esprimersi in questa città . La cultura è declinata in tutte le sue forme, viene incoraggiata,valorizzata e resa alla portata di tutti"
Ciao Graziella, grazie per averci concesso quest'intervista. Ti va di parlarci un po' di te e dei motivi che ti hanno portata a Parigi?
Sono davvero contenta di poter parlare un po' della mia esperienza da expat, magari può essere d'aiuto a chi è ancora in Italia ed è titubante o a chi è già all'estero per sentirsi un po' meno soli. Forse quella che mi fai è la domanda più difficile, declinata in molte forme, che viene rivolta a chi se ne va dall'italia. Penso che i motivi che ti mettono in cammino lasciandoti casa tua alle spalle siano più o meno per tutti gli stessi: il lavoro che in Italia purtroppo scarseggia e la voglia di cambiamento. Detta così però a mio parere è un po' troppo semplicistica. A voler essere onesti il lavoro in Italia c'è, ma o non è pagato o è ultrasottopagato (500 euro al mese per una persona più che qualificata sono un insulto), e a quasi 30 anni non riuscivo più a vivere da lavoratrice ancora mantenuta dai genitori, così ho deciso di cogliere l'occasione al volo e provare a vivere per un po' all'estero e "vedere l'effetto che fa". Premetto che io sono stata avvantaggiata: lavoro in un'azienda di consulenza italiana ma i nostri clienti sono quasi esclusivamente all'estero. All'inizio questa cosa è stata un notevole aiuto nel mio viaggio. Poi io sono un po' un'anima inquieta e ad un certo punto ho sentito il bisogno irrefrenabile di riempire una valigia e affrontare una nuova sfida, vedere e conoscere posti nuovi, non solo a livello lavorativo ma anche e soprattutto a livello umano. Sono nata in un paesino minuscolo, 3000 anime a voler essere generosi e contando anche cani e gatti, e confrontarti con una città come Parigi non è affatto facile ma è anche molto stimolante.
Ricevi consigli utili per vivere al meglio la tua esperienza all'estero
...e quelli invece che proprio non sopporti!
Parigi è indubbiamente una città bellissima ma è anche caotica, difficile, stressantissima, puzzona e con un tempo atroce. Da siciliana all'inzio abituarsi soprattutto alla puzza e al tempo è stata un'impresa ardua. Si, lo so che sembra una cosa un po strana riferita alla città dell'amore e degli innamorati, ma vi assicuro che è così . E la burocrazia? Ne vogliamo parlare? La Francia è uno dei paesi più scartoffiomani del mondo, superato solo da noi Italiani, ça va sans dire!
Che mi dici dei Parigini, sono accoglienti? Sei riuscita a farti delle amicizie tra la gente locale?
Mmmmm...Tocchi un tasto dolente. I parigini sono poco socievoli con chiunque non sia un parigino, e in generale lo sei solo se sei nato e vivi all'interno del confine ideale delimitato dalla zona due. Molto molto gentili indubbiamente ma freddi e scostanti per certi versi. Comunque escludendo gli oriundi si, ho socializzato sia con Francesi che con altri espatriati come me, tutti i non Parigini si sentono un po expat da queste parti e alla fine ci si ritrova tutti fratelli a lamentarci dei Parigini e del tempo, magari davanti ad una bella entrecôte e ad una caraffa di Bordeaux.La Francia è in generale un Paese abbastanza ospitale con delle caratteristiche prettamente mediterranee come l'approccio al buon cibo e al vino che la rendono accogliente per un'Italiana. Ha anche però dei risvolti per noi più difficili, aspetti tipicamente nordici, come le relazioni interpersonali sia d'amicizia che d'amore: dopo un anno io posso tranquillamente dire di non conoscere o capire tutte quelle regole non scritte che regolano i rapporti umani da queste parti, fortunatamente essendo straniera sono tutti abbastanza tolleranti.
A livello lavorativo, com'è la situazione a Parigi? Quali settori potrebbero secondo offrire opportunità ad un Italiano che volesse cercare lavoro li?
E' una città enorme, con moltissime aziende in tutti i settori e ho notato che se hai skills e intraprendenza nonostante il periodo di crisi. Sicuramente il settore della ristorazione offre parecchio anche a chi non ha un titolo di studio da poter spendere, per quanto riguarda invece i settori telecomunicazioni, elettronica e informatica, che sono poi quelli che mi riguardano direttamente, ci sono molte buone possibilità di lavoro ben retribuito. Infine tutto il settore financing, di cui non sono una grande esperta ma che a detta di chi è nell'ambito, è abbastanza attivo e vitale.
Qual'è stato l'aspetto più difficile da sormontare legato al trasferimento? Magari cercare casa, integrarsi nella comunità , la burocrazia...potresti raccontarci un po' la tua esperienza?
Sicuramente la casa. Ogni volta che ci penso ho i brividi e il solo pensiero di dover cercare una nuova casa a Gennaio mi terrorizza. Come dicevo prima la burocrazia è una delle piaghe che affliggono questo paese, ma quando cerchi casa vedi che la burocrazia tipicamente mediterranea si innesta con la sterile pignoleria di matrice nordica per dare vita al Kraken/padrone di casa francese. Per cercare casa devi prepararti a 3 mesi di sofferenze tra spulciare annunci, girare appartamenti, fare file e lotte titaniche anche solo per poter visitare una casa da affittare, discutere con agenzie e preparare un dossier spesso e corposo che possa convincere un padrone di casa ad affittarti una stamberga a prezzi solitamente esorbitanti. Tutto parte dal mitico dossier, una bella cartellina dove metti tutta una serie di documenti che dovrai presentare ogni volta: busta paga degli ultimi 3 mesi, dichiarazione dei redditi dell'anno precedente, spesso richiedono anche il contratto di lavoro o una dichiarazione del tuo datore di lavoro che attesti che lavorerai per almeno un altro anno e che sei un buon impiegato, una dichiarazione di un precedente padrone di casa con una valutazione positiva (se possibile), una dichiarazione di un cittadino francese che garantisca che sei una brava persona (giuro che non scherzo), documenti bancari varii. Insomma di tutto di più. Poi comincia il calvario degli annunci, degli appuntamenti per visitare casa, spesso in gruppi dove si finisce a fare l'asta per l'appartamento da affittare e infine, se sei molto fortunato il contratto. Per un monolocale o studio, come lo chiamano loro, di 20mq che pagherai 1000 euro. E' un incubo che non augurerei al mio peggior nemico e in generale la cosa più brutta e stressante che ho vissuto qui.
Qualche aneddoto simpatico, qualcosa di curioso che ti è successo in relazione alla tua nuova esperienza di vita che hai voglia di raccontarci?
Sono poco portata per le lingue, purtroppo, ma vivendo qui sto cercando di imparare la lingua da autodidatta, per ragioni di tempo non ho modo di frequentare un corso normale e cerco di arrangiarmi. I risvolti di questa mia avventura linguistica però sono tragicomici: non riesco a pronunciare nel modo giusto le parole o confondo le pronunce delle vocali. Ci provo con impegno ma quando parlo in francese i miei amici si trattengono per non scoppiare a ridere... sono la mascotte della situazione ma va bene lo stesso. Mi impegno, faccio dei miglioramenti e sono felice. Alla fine so che avrò la meglio è imparerò e pazienza per le figuracce, c'è di peggio nella vita!
Progetti per il futuro...ti piacerebbe magari fare un'esperienza in qualche altro Paese estero?
Dopo un anno qui ho capito che pur piacendomi moltissimo, a tratti persino amandola, Parigi non è la città in cui vorrei mettere radici. Devo essere sincera ancora non so dove voglio andare, magari la Germania o un paese asiatico sarebbero interessanti, anche per confrontarsi con modi di vivere completamente diversi dal nostro. Non sarebbe facile di sicuro ma credo che a livello umano e professionale ne trarrei grande giovamento. Sicuramente vorrei girare e vivere ancora per qualche anno da "zingara" e poi decidere in serenità se e dove rimanere o se vale la pena provare a tornare in Italia. Al momento lo escludo categoricamente ma non si sa mai che cambino le condizioni e si possa tentare di riportare la ricchezza intellettuale che sto accumulando in Italia, per migliorare il nostro splendido Paese.