Prima di lasciare l'Italia, hai mai avuto delle incertezze soprattutto per quanto riguarda l'adattamento del tuo bambino alla nuova realtà ?
Incertezze ce ne sono state tante. Infatti non siamo partiti tutti insieme. E come potevamo? Uno da solo si muove meglio all'inizio. Piano piano ci informiamo su sanità , asili, aiuti... Sinceramente l'ultimo mio pensiero era quello che un bambino di tre anni potesse avere problemi ad integrarsi. Anzi ero entusiasta dell'idea di metterlo a contatto con quei bambini che in italia sembrano degli alieni a confronto con i nostri. Dal loro comportamento nei ristoranti alla loro enorme autonomia in tutto. No, non mi preoccupava assolutamente la cosa. Ero convinta di dare a mio figlio una marcia in più.
So che hai avuto dei problemi per quanto riguarda l'inserimento del bimbo all'asilo. Ti va di spiegarci cosa è successo?
Una cosa che vorrei chiederti, riguarda la ricerca di un pediatra. Ne hai già trovato uno e come hai fatto?
Il pediatra è stato facile. Noi siamo con il sistema sanitario AOK, e su internet c'è l'elenco di tutti i medici convenzionati AOK. Il primo che avevamo scelto era vicinissimo a casa, ma non aveva posto, e poco distanze abbiamo trovato l'attuale pediatra. Sono attrezzati in maniera diversa, una volta aveva la febbre, e prima di prescrivergli l'antibiotico gli fece immediatamente gli esami del sangue, con una gocciolina di sangue presa dal dito. Sono molto contenta sia del pediatra che del sistema sanitario.
Quali sono gli aspetti che apprezzi di più di questo Paese e quali invece quelli ai quali fai fatica ad abituarti?
Avete, tu e tuo marito, già fatto amicizia con persone del posto? In generale la popolazione locale è aperta verso gli stranieri?
Amici tedeschi, come detto, non ne abbiamo. Alcune persone si sono dimostrate molto socievoli disponibili.... almeno apparentemente. All'asilo in tutti questi mesi non ho mai ricevuto un invito per un compleanno o altro. Non credo che siano "razzisti" . Sicuramente non ti vengono a cercare. Moltissimi sono affascinati dalla nostra cultura e dalla nostra lingua, adorano il nostro paese e tante persone adulte o magari in pensione vanno a scuola di italiano. Molti ci vedono come sanguisughe, che sfruttiamo il loro sistema di aiuti .... su questo hanno ragione ci sono casi che mi fanno vergognare di esser italiana.Friburgo è da sempre città di immigrati. In più è città universitaria. La gente non vede gli stranieri in malo modo, ma anche se interessati, non fanno mai il primo passo verso di te.
Come giudichi il costo della vita aFriburgo?
Friburgo è una delle città più care della Germania, soprattutto per gli affitti. Monolocale: 500 euro. Appartamento per famiglia: 800-1000, per il resto credo siamo abbastanza in linea con tutto. Un adulto con 52 euro al mese gira con tutti i mezzi per un'area grande come la provincia di Roma circa.
Cosa vi piace fare nel tempolibero? Che opportunità di svago offre la città per le famiglie con bambini?
Purtroppo mio marito ha libero solo la domenica, e qua, la domenica è tutto chiuso. Di solito o andiamo al parco o facciamo un giro in bici, o magari visitiamo un paesino vicino. Ci sono spesso delle feste più o meno grandi. A luglio ci sarà la festa del vino, famosissima. Ma poi cisono anche festicciole più piccole. I bambini hanno tanti spazi giochi, tante attività come cinema teatrini e spettacoli musicali. Non ci sono mai andata, aspetto di capire un pochino meglio la lingua, mi sono limitata a guardare i cartelli appesi che pubblicizzano le cose.
Rimarrete per molto a Friburgo oppure progettate il trasferimento in qualche altro Paese? O il rientro in Italia?
Ho smesso di far progetti. Chi l'avrebbe detto due anni fa che seri stata qua? La sensazione è quella di non voler tornare in italia, e anzi, adoro Friburgo, è una città a misura d'uomo, di famiglia e di bambino. Quel che succederà però non lo possiamo sapere e in cantiere ci sono molti progetti...
Basandoti sulla tua esperienza di mamma, ti senti di dare qualche consiglio alle donne che stanno per affrontare un trasferimento in un Paese straniero con i loro bambini?
Certo! Vostro figlio, come voi, avrà bisogno di unanno per cominciare a capire la nuova lingua e soprattutto e dire le prime parole per interagire con gli altri. Dopo la velocità di apprendimento sarà superiore, ma avrà bisogno di tempo. Imparano veloce, non subito! Mettetelo sempre a contatto con le persone del posto, non cercate gruppi di Italiani o asili o scuole, a meno che questi non riservino solo un piccolo spazio all'italiano. Cercate scuole o sili dove ci sono altri immigrati, bambini e famiglie con le stesse problematiche. Non lasciatevi intimorire, nessuno conosce vostro figlio meglio di voi. Le differenze culturali spessoimpalpabili indescrivibili a parole, sono nelle piccole cose e ci sono fin dall'inizio: nel modo di interagire tra genitori e figli anche nei più piccoli gesti. A chi invece pensa di avere dei bambini troppo grandi e di fargli perdere degli anni scolastici io dico: meglio perdere un anno o due di scuola che arrivare al diploma in Italia e poi girarsi i pollici.