Antonella è una graphic designer originaria della Basilicata. Amante dell'arte, ha vissuto e lavorato in diversi Paesi esteri. Da tre anni abita a Berlino.
Salve Antonella, grazie per averci concesso quest' intervista. Ci racconti un po' di te?
Ciao (forse un po' troppo semplice come saluto, ma confido nel web come strumento di abbattimento dei vecchi limiti sociali e culturali, con moderazione ovviamente). Una domanda che chiede di me e di cosa ho fatto, mi ha sempre messa in imbarazzo e tira fuori la mia insicurezza. Sono una persona di compagnia, la gente si diverte con me, mi piace conoscere persone, sapere cosa fanno, organizzare cose, adoro l'arte e la danza classica che ho abbandonato quando ero adolescente. Una cosa che mi è costata molto. Infatti vorrei che da questa intervista trapelasse un messaggio legato alla forza che sostiene i nostri progetti di vita. Ho vissuto in molti paesi anche se non abbastanza numerosi per decidere di fermarmi, ma ogni volta che ho affrontato un cambiamento è partito tutto da una forza interiore.
Ricevi consigli utili per vivere al meglio la tua esperienza all'estero
Non si tratta della tua prima esperienza d'espatrio, in quali altri Paesi hai vissuto?
Sono fuori di casa da quando avevo 19 anni. Ho sempre seguito percorsi alternativi per vivere la vita ed affrontare le cose. Dunque dopo le scuole superiori, invece di continuare gli studi presso l'Università , decisi di andare a Parigi e imparare la lingua benissimo per passare un test d'ammissione in una famosa accademia di belle arti. Ho iniziato così a seguire il mio istinto, a cercare qualcosa dalla vita che non vedevo in quello che mi veniva consigliato di fare o che facevano gli altri. Dopo Parigi, Londra, Egitto, Turchia, Monte Carlo, Toronto, Sofia, ora Berlino, nel mezzo ho vissuto anche a Milano e Torino. Premetto che sono originaria della Basilicata e che ogni spostamento ha richiesto che mi trovassi un lavoro per mantenermi e ricominciassi tutto da capo (amicizie, integrazione, casa e lingua). Nel frattempo mi sono anche laureata e ho cambiato due università .
Quali differenze sostanziali hai potuto riscontrare tra il mondo del lavoro tedesco e quello italiano?
Non posso parlare di come sia la vita d'ufficio in Germania, in prima persona, ma il mio fidanzato (sono qui per aver deciso di seguire un progetto di vita con lui) ne parla un po' con "delusione". Ci sono due punti da mettere in chiaro: le aspettative che si hanno dalla Germania e le aspettative che ha la Germania. La differenza sostanziale è il contratto, cioè l'Italia ha ancora l'enorme problema del lavoro nero e/o malpagato. Se fai dei colloqui di lavoro e vieni assunto in Germania, firmi un contratto. Questo ti dà un'assicurazione per la salute (il sistema sanitario chiede che si paghi mensilmente una tassa calcolata in base alla tua situazione, anche io che non ho nessun contratto in Germania, pago circa 180 euro al mese, non sono sposata e dunque non posso neanche usufruire dell'assicurazione del mio fidanzato), nella quale puoi farti carico di una terza persona. Il contratto ti permette di trovare casa, di sistemare tutta una serie di cose burocratiche. Se sei in proprio, e prima di metterti esserlo, bisogna informarsi su come regolamentarsi e qui consiglio agli stranieri di rivolgersi all' OVB: it.wikipedia.org/wiki/Objektive_Vermögensberatung. Un servizio di professionisti che organizzano workshop per rispondere a tutti i quesiti su come regolamentarsi in Germania in base alla propria professione, azienda, business. Offrono anche consulenza gratuita privata su appuntamento. Sarah mi ha permesso di divulgare il suo contatto per coloro che si trovano in Germania e abbiano bisogno di informazioni. Potete scrivermi. In Germania è molto difficile che si possa vivere senza rispettare le regole o pagare le tasse, si rischia di essere beccati e puniti al 99%. Anche in Bulgaria ho avuto un contratto di lavoro, con diritti ecc, l'Italia sembra abbia deciso di autodistruggersi nei secoli dei secoli.
E a livello umano, quali sono le maggiori differenze tra i due popoli?
I tedeschi sono diretti, ma non amano perdere tempo dietro a cose ovvie. Se ci sono delle istruzioni, non amano sentirsi fare delle domande su come quelle istruzioni possano essere utili. Inoltre l'inglese non lo parlano tutti e non fanno sforzi per capire cosa gli viene chiesto. Ho avuto molte esperienze negli ultimi mesi che un giorno mi hanno fatto venir voglia di andare via. Poi incontri il tedesco in un ufficio dove senza capirsi ho ottenuto quello che cercavo e con un caffè offerto dal comune per aver avuto il sistema bloccato ed aver impiegato troppo tempo a fare la mia registrazione. I tedeschi non sono calorosi e sono molto indipendenti. Bisogna accettarlo senza criticarli.
Cosa ti piace fare nel tempo libero?
Faccio jogging, leggo, ascolto musica.
Queste sono le attività che mi accompagnano sempre, servono per pulire la testa e il cuore dai cattivi pensieri. Poi quando ho la disponibilità economica parto o faccio vela. Mi sono ridimensionata molto negli ultimi anni, ma va bene così, seguo l'istinto per stare bene.
Quali sono secondo te gli ingredienti per un espatrio di successo?
Non mi stancherò mai di ripeterlo: informarsi e prepararsi. Oggi si ha modo e non ci sono scuse. Se posso essere d'aiuto a qualcuno con dei consigli dò la mia disponibilità .