La maggior parte di noi espatriati si esprime in una lingua diversa dalla propria. Una bella sfida, soprattutto quando dobbiamo impararla da zero. La scarsa fluidità  di espressione ci fa sentire inadeguati. Come fare per non essere sopraffatti da questo stato d'animo?
Per evitare l'imbarazzo, mettevo spesso le mani avanti chiedendo agli amici di portare pazienza semmai avessi fatto errori o ci avessi messo qualche attimo più del previsto prima di rispondere. A dire la verità lo faccio tutt'ora perchè mi capita di non sentirmi sempre all'altezza della situazione. Poi però, se mi fermo a riflettere a mente fredda, penso che dovrei darmi più credito. Sarebbero loro in grado di comunicare in italiano con la stessa fluidità con cui mi esprimo nella loro lingua? Probabilmente no... e mi dò una pacca sulla spalla.
Imparare per gradiÂ
Ti è mai capitato che una volta imparata una nuova parola poi inizi a sentirla dappertutto? E' come quando vuoi comprare una macchina, ti fissi su un modello e ne vedi spuntare ad ogni angolo. Non ne circolano di più rispetto a prima, è solo che la tua attenzione è maggiormente rivolta verso un oggetto ben definito. Lo stesso vale per le lingue straniere: all'inizio è una babele di suoni indecifrabili e poi, un poco alla volta, impari a riconoscerli. Â
Se ti sei trasferito da poco, non isolarti dal gruppo ma evita di lanciarti in argomenti con cui non hai familiarità . Se non sei un esperto di politica, o di qualsiasi altro argomento in discussione, inizia ascoltando. Cerca di carpire qualche parola chiave, in un secondo tempo controllane il significato, e annotala su un quaderno per non dimenticarla. Arriverà il momento di farne buon uso e sarà un trionfo!
Ricevi consigli utili per vivere al meglio la tua esperienza all'estero
Quando si imparara veramente una lingua straniera
Sono arrivata alla conclusione che la padronanza di una lingua straniera la si ottenga solo dopo il trasferimento. Non fraintermi, è vitale partire avendone una solida conoscenza ma i modi di dire e le sfaccettature proprie di un idioma si acquiscono solo in loco, nella vita di tutti i giorni e a contatto con la gente.Â
E' anche vero che il livello di difficoltà nel comunicare dipende dalla nostra lingua madre. Secondo me un tedesco, o un abitante del nord europa è più facilitato a parlare in inglese rispetto ad un italiano.
Ricordo quando vivevo in Irlanda, avevo parecchie colleghe norvegesi e danesi che si esprimevano con fluidità in inglese e con poca inflessione. Magari nei loro paesi ci si approccia a questa lingua fin da piccoli, sono abituati a guardare film in lingua originale ecc…sono più sollecitati rispetto a noi italiani. Iln merito a questo l'unica soluzione è impegnarsi e cercare di migliorare nella misura in cui ci interessa.Â
E vogliamo parlare di quando credi di fare una battuta divertente e la gente ti guarda impassibile? Ma come, in italiano quello che sto dicendo è troppo simpatico, di solito tutti ridono... "Questi musoni non hanno senso dell'umorismo", penso tra me e me per sdrammatizzare. In realtà la cosa mi ferisce un po' perchè ogni volta che vivo questo tipo di situazione mi sento davvero un pesce fuori d'acqua. Il rimedio? Rido alle loro battute, anche se a volte non le capisco, e tengo le mie, per me.
Se ti rendi conto che a volte non riesci a veicolare il messaggio che vorresti, non ti scoraggiare ma lavora sulle tue lacune.
Non essere troppo severo con te stesso, soprattutto se ti approcci alla nuova lingua da zero. Esprimiti al massimo delle tue possibllità e continua a studiare per migliorarti.Â
Abituati a seguire telegiornali, film e serie tv locali. Magari all'inizio capirai poco, o niente, ma aiuta a farti l'orecchio Â
Dal 2012 gestisco la community italiana di ÌìÃÀÂé¶¹, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità , scuola, fiscalità , burocrazia e vita quotidiana all'estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma.
Scrivo articoli per il magazine di ÌìÃÀÂé¶¹, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all'estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all'estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all'estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.).
Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all'estero, dalla viva voce di chi l'ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es.
Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.