Presentati brevemente, da dove vieni e quanto tempo fa hai lasciato l'Italia?
Buongiorno, mi chiamo Diva e nel 2015 sono andata in pensione dopo aver lavorato come impiegata amministrativa per circa 40 anni in quel di Milano. Ho un nuovo compagno da 5 anni ed è insieme a lui che è maturata la decisione di lasciare l'Italia. Veramente in me quest'idea c'era da moltissimo tempo, aspettavo solo il momento propizio. In passato ho vissuto 4 anni in Messico e conoscevo le mie capacità di adattabilità . Inoltre non ho legami/impegni affettivi tali da tenermi legata all'Italia. Se poi ci aggiungo il dispiacere di guardare la mia Patria peggiorare sempre di più, con un susseguirsi di Governi incapaci di sfruttare il tanto di buono che abbiamo e, al contrario, spremere le Aziende e i cittadini all'inverosimile, il futuro non mi appariva certo sereno. Il mio compagno ha invece 2 figli già grandi e indipendenti a cui è molto legato e che sono la ragione del nostro tornare in Italia ogni 4/5 mesi.
Da dove nasce la decisione di trasferimento in Portogallo?
La scelta del Portogallo è venuta dopo un viaggio in moto fatta dal mio compagno insieme a suo figlio. Ne è tornato entusiasta e così abbiamo iniziato a visitare il Portogallo partendo dal sud (Algarve) e risalendo verso il nord. Sono stati 3 viaggi di circa 15/20 giorni ciascuno, si fissava una città e poi con un'auto a noleggio ci si spostava. Nel frattempo venemmo a conoscenza dell'agevolazione fiscale che qui applicavano (pensione lorda totalmente esente da imposte per 10 anni) e ci è sembrata davvero la ciliegina sulla torta.
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In che città vivete e in base a che criteri l'avete scelta?
Per quanto riguarda la lingua, conoscendo bene lo spagnolo, il portoghese scritto lo capisco al 90%, altro dicasi per il parlato. È ostico, elidono le vocali, ne mutano il suono e posso dire di capirli abbastanza solo da poco. Un esempio: mi scusi.....si scrive "desculpe", lo pronunciano "dzculp". Però si fanno in quattro per comprenderci e l'inglese lo parlano davvero dappertutto e bene. Questo aiuta molto negli uffici pubblici e commerciali.
Come vi piace trascorrere le giornate?
Qui a Braga siamo iscritti alla Biblioteca dove veniamo anche aggiornati sulle manifestazioni cittadine, c'è un teatro che ha ripreso a dare spettacoli dopo la pandemia, soprattutto musicali, e ci sono molte palestre con corsi che vanno dallo yoga al pilates e un grande centro sportivo multifunzionale e con una grande piscina. Ci piace moltissimo andare in giro in auto (autostrade ottime e poco/pochissimo traffico - un po' care) e visitare in lungo e in largo la nostra regione "Minho" e le limitrofe come la Valle del Douro e la Galizia in Spagna.
A seconda delle stagioni, la natura offre spettacoli incredibili con fioriture che coprono le colline di gialli, rosa, blu e bianco a perdita d'occhio. Boschi e boschi di mimose e poi di ginestre ed erica rosa e bianca e altri fiori insoliti.
Parlando del Portogallo, immagino che ci siano degli aspetti della vita in questo Paese (positivi e negativi) che hai scoperto solo vivendoci. Quali sono?
Le cose che apprezzo sono molte: c'è una sensibilità sociale che fa sì che non esistano barriere architettoniche, che gli uffici pubblici siano riuniti in una unica, grande sede (Loja do cidadão) con orari continuativi dalle 8,30 alle 19,30 e il sabato dalle 9,30 alle 15. I servizi comprendono, tra l'altro, tutte le utenze di acqua, luce, gas, telefono, bollo auto, previdenza sociale, agenzia delle entrate e ufficio stranieri extra UE. Commercialisti e notai in abbondanza con prezzi che per esempio sono di €20/30 per la denuncia dei redditi e €50 per una delega notarile. Qui a Braga sono anche molti gli ospedali privati, oltre ad un grande e nuovo (10 anni) ospedale pubblico. A questo riguardo lo abbiamo "testato" circa 2 anni fa in occasione di una frattura scomposta della caviglia occorsa al mio compagno. Pronto Soccorso, ricovero, intervento chirurgico e degenza (in piena pandemia) il mio compagno che è medico, li ha definiti "eccellenti e professionali" e con una attenzione umana al paziente "particolare". Altre cose piacevoli sono la sicurezza personale a qualsiasi ora e il senso diffuso di onestà e di rispetto reciproco.
Il fatto che Braga, fortunatamente, sia ancora meno turistica di Lisbona, Porto o Algarve, contribuisce certamente a questo benessere. Non esiste prendere un caffè in piedi, ci si siede ai tavolini dei numerosissimi bar e si può stare seduti (senza sovrapprezzo) quanto si vuole. Un'altra usanza comune è quella di fare la prima colazione con pane e burro che viene servito riscaldato e il panino diviso in due.
I musei e gli intrattenimenti in generale costano poco ed esistono tante feste per lo più religiose che danno spunto alla cittadinanza tutta per feste folkloristiche che includono sempre volontari di tutte le età , spesso famiglie intere. Le tradizioni e la famiglia sono valori importanti per i portoghesi! C'è una cosa che infastidisce molto il portoghese: la maleducazione, il chiasso e non rispettare il proprio turno nelle code. Molti italiani devono fare attenzione....
Se proprio devo dire qualcosa di negativo, attenzione ai portoghesi al volante: veloci e forse un po' troppo sprint, tuttavia prontissimi a inchiodare davanti alle strisce pedonali. Per i nostri gusti, non sanno fare le brioches, i loro pochi salumi sono affumicati, i prosciutti cotti e crudi lasciano a desiderare e la loro cucina è molto buona ma semplice e ripetitiva. Polpo, baccalà , branzino, orata, pesce sciabola, capretto, vitello, pollo, maiale sono i piatti che trovate nei ristoranti grandi e piccoli, immancabilmente serviti con riso/patate/cavolo/carote/fagioli/insalata mista. Immancabile la "sopinha" un passato semplice di verdure. Può aprire o chiudere un pasto. Esistono molte pizzerie anche italiane che oltre alla pizza offrono primi di pasta.
Dal 2012 gestisco la community italiana di ÌìÃÀÂé¶¹, dove accompagno quotidianamente italiani già espatriati o in procinto di trasferirsi. Rispondo alle loro domande, attraverso i forum, su temi cruciali come lavoro, alloggio, sanità , scuola, fiscalità , burocrazia e vita quotidiana all'estero. Il mio ruolo è ascoltare, orientare, condividere risorse affidabili e facilitare il contatto tra espatriati per stimolare la condivisione di esperienze. Gestisco anche la comunicazione e la traduzione di contenuti per la piattaforma.
Scrivo articoli per il magazine di ÌìÃÀÂé¶¹, affrontando tematiche fondamentali per gli italiani nel mondo come tramandare la lingua italiana ai figli nati all'estero, le relazioni interculturali e l'identità italiana nel mondo, le opportunità di studio e lavoro per i giovani italiani all'estero, l'assistenza sanitaria per gli espatriati italiani e la burocrazia italiana per chi vive all'estero (AIRE, documenti, rinnovi, ecc.).
Gestisco inoltre la sezione delle guide, dove mi occupo della traduzione di contenuti dall'inglese all'italiano, e la sezione del magazine dedicata alle interviste degli italiani all'estero: una vera e propria fonte di informazioni sulla vita all'estero, dalla viva voce di chi l'ha vissuta e la racconta per aiutare altri italiani nel loro progetto di espatrio. Nel corso degli anni ho intervistato vari profili tra cui studenti, professionisti, imprenditori, pensionati, famiglie con figli, responsabili dei Centri di Cultura italiana all'estero, dirigenti delle Camere di Commercio Italiane nel mondo, e membri del Com.It.Es.
Ho contribuito all'organizzazione di varie iniziative che hanno ricevuto ampia copertura da AISE (Agenzia Internazionale Stampa Estero), dall'agenzia giornalistica nazionale Nove Colonne, da ComunicazioneInform.it e da ItaloBlogger.com, come rappresentante degli expat italiani nel mondo. Un riconoscimento che valorizza il mio impegno nella promozione della cultura italiana e nella creazione di legami comunitari significativi.